Figli d’arte Cuticchio

Imperdibile appuntamento con uno dei capitoli più visionari del repertorio dell’Opera dei Pupi, arte riconosciuta dall’Unesco quale “patrimonio orale e immateriale” dell’umanità, accompagnato da musiche dal vivo. Un lavoro in cui tradizione, maestria artigianale e
innovazione si mescolano per narrare l’incanto e la magia di cavalieri e dame. Una nuova forma di rappresentazione, che unisce la tecnica del cunto col teatro dei pupi a scena aperta, cioè con la manovra a vista al di qua del piccolo boccascena del teatrino. La pazzia di Orlando – scrive Mimmo Cuticchio – mi permette di mostrare al meglio il risultato del mio percorso di rinnovamento della tradizione.

spettacolo d’Opera dei Pupi siciliani
da antichi canovacci
adattamento scenico e regia di Mimmo Cuticchio
con Mimmo Cuticchio, Giacomo Cuticchio, Tania Giordano, Elisa Puleo
musiche dal vivo Giacomo Cuticchio Ensemble

Mimmo Cuticchio è universalmente riconosciuto come il principale artefice della “rifondazione” dell’Opera dei Pupi: nasce nel 1948, quando il padre Giacomo, puparo “camminante” (girovago) si stabilisce a Gela. La sua biografia è segnata da esperienze importanti e da incontri come quello con Salvo Licata che lo sosterrà nella sua ostinata ricerca di una vita “contemporanea” all’Opera dei Pupi. Alla morte del maestro Peppino Celano, puparo e cuntista, di cui Mimmo fu allievo dal 1970, Cuticchio si dedica al proprio teatrino che apre nel ’73 .          

Nel ’77 fonda l’Associazione Figli d’Arte Cuticchio: per la prima volta nel mondo dei pupari, l’Associazione riesce a stabilire un rapporto con la Pubblica Amministrazione, e questo permette un ulteriore sviluppo e una qualificazione della sua attività, che si precisa sempre più in quei settori dell’artigianato che tradizionalmente affiancavano l’opera dei Pupi ed ai quali i pupari si sono sempre appoggiati. La compagnia, come unità produttiva assolutamente autosufficiente, è quindi in grado di produrre spettacoli e controllarne tutte le fasi, dallo sbalzo dei metalli delle armature all’intaglio del legno per i corpi, alla pittura di scene e cartelli, alla realizzazione dei costumi, saldando tre importanti aspetti nella sua comunicazione teatrale: il recupero delle tecniche tradizionali dei pupi e del cunto, la ricerca e la sperimentazione. 
Assieme all’attività di produzione, l’Associazione Figli d’Arte Cuticchio è impegnata anche in quella di promozione. 


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